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Rimini, 8 novembre 2012                                                                

  Comunicato stampa

 

 Alla scoperta della risorsa rifiuto.

Corso di formazione sull’utilizzo dei materiali riqualificati nelle infrastrutture stradali.

 

Giovedì 8 novembre 2012 – Aspetto autorizzativo e quadro legislativo degli impianti di recupero e trattamento rifiuti, stato della ricerca, controlli, verifiche e metodologie di tracciabilità di tali prodotti. Si è tenuto ieri mattina in occasione della Fiera Ecomondo a Rimini, il corso di formazione sull’utilizzo dei materiali riqualificati nelle infrastrutture stradali.

 L’intervento di apertura, tenuto dal dott. Gabriele Nanni, Ufficio Urbanistica di Legambiente Nazionale,  ha messo in evidenza come - nonostante la normativa attuale sia votata al riciclaggio di inerti e dell’utilizzo di aggregati riciclati (in particolare nelle infrastrutture) – esistano ancora molte problematiche che ostacolano il decollo del settore. Le più evidenti sono la mancata applicazione norme, l’assenza di strumenti tecnici aggiornati - quali adeguati capitolati d’appalto   oltre che a una evidente resistenza culturale accompagnata da un’informazione distorta sui vantaggi economici ed occupazionali (non solo ambientali) della filiera degli inerti riciclati.

 Il secondo intervento, tenuto dal Dott. Luigi Masia, Dirigente U.C. Amministrativo Giuridico della Direzione Tutela Ambiente della Regione Veneto, ha illustrato dapprima

 l’aspetto autorizzativo e il quadro legislativo degli impianti di recupero e trattamento rifiuti, poi le Linee guida regionali deliberate della Giunta Regionale 28 agosto 2012, n. 1773. Queste forniscono indicazioni per una migliore gestione delle problematiche legate alla produzione e alla gestione dei rifiuti sia nel cantiere, sia negli impianti in cui questi vengono trasformati in nuovi prodotti. In particolare viene incoraggiata la demolizione selettiva, dalla quale è possibile recuperare materiale reimpiegabile per altri scopi, utile allo svolgimento della stessa funzione oppure a funzioni analoghe ma di minore impegno prestazionale o a soli fini estetici.

 Impegnato sotto un altro fronte, il Prof. Marco Pasetto, Ordinario di Sttrade, Ferrovie e Aeroporti dell’Università di Padova, ha dato un’anticipazione su un progetto normativo sulla Costruzione e manutenzione delle opere civili delle infrastrutture e sui criteri di impiego dei materiali previsto entro il 2013. Tra le novità previste, l’individuazione e la proposta di Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la selezione dei materiali per la costruzione e manutenzione delle strade di competenza della PA, l’utilizzo di strumenti per incentivare l’impiego di materiali riciclati nelle costruzioni stradali con criteri di eco-efficienza e sostenibilità ambientale, l’individuazione delle metodologie di valutazione degli eco-profili energetico-ambientali e di consumo di risorse naturali dei materiali da costruzione per impiego stradale ed infine lo Studio preliminare per la predisposizione di un Capitolato Tipo.

 A chiudere gli interventi è stato il Dott. Ing. Alessio Velo, responsabile tecnico del Gruppo Mefin, il quale ha illustrato le procedure, controlli, verifiche e  metodologie di tracciabilità dei prodotti riqualificati e la gestione del prodotto nell’attività di costruzione delle strade quali la Valdastico Sud, la terza corsia dell’autostrada VE-TS ed infine il Passante di Mestre. Questo dimostra come l’utilizzo di questi materiali –seppur ancora complesso- abbia a tutti gli effetti preso finalmente piede.

 Le domande del pubblico non sono mancate. L’annosa questione delle difficoltà autorizzative e la mancanza di chiarezza legislativa hanno trovato validi spunti nelle riflessioni finali del Dott. Luigi Masia. Lo stesso ha indicato come la strada da percorrere sia quella fare pieno “utilizzo” degli strumenti disponibili, tra i quali la Conferenza Stato Regioni, per evidenziare le lacune legislative sancendo un percorso chiarificatore e semplice dell’utilizzo di materiali riqualificati. Il Veneto infatti, regione che allo stato attuale ricicla il 90% dei materiali da costruzione e demolizione, ha saputo dare spazio a progetti di successo che hanno previsto largo impiego dei materiali riqualificati che permettono, oltre a un abbattimento dei costi complessivi dell’opera, una sensibile diminuzione dell’impatto ambientale.

  

 

Ufficio Stampa Eco.Men.®

Dott.ssa Gloria Meneghini

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